Scrivere

Rivoli d’uranio

Melina Licata
(Sociale)
Tema: "Oltre la siepe"

La nera Signora sorride
con la scure di fuoco,
intorno è veleno nell’aria,
l’universo, una bolla destinata a sparire.

Uno sguardo composto
in un mondo, d’anime inermi, d’esseri vogliosi di vita,
ma di larve che brulicano come formiche.
che divorano un lauto pasto.

La nera Signora sorride,
seduta nelle rive copiose di rivoli d’uranio,
nelle falde acquifere imbandite di trine di velluto,
sulle nostre tavole in frutti succulenti.

Poi i mali divorano la carne,
letale è il respiro,
senza scampo, s’aprono le danze con la falce di fuoco,
e il giorno s’arrende all’eterna notte.
(103 letture dal 21/04/2019)
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2 commenti a questa poesia:
   «E’ proprio vero Sara, non sappiamo più cosa si respira, cosa si porta sulle nostre tavole imbandite di tutto in ogni stagione...
Dalle mie parti si continua a morire di cancro, in maniera spropositata, pur vivendo lontani dalle fabbriche e l’aria dovrebbe essere pura, avvelenano i terreni e le vecchie miniere sotterrando scorie radioattive che vanno a finire sulle nostre tavole...
Questa è l’ipotesi, chissà se la verità...
Grazie mille cara per la tua sensibilità...» di Melina Licata    «Una poesia molto profonda e di alto spessore sociale ma che tiene conto anche dell’ambiente.
La nera signora sorride nel falciare vittime, il suo lavoro è prospero.
Quante vittime può fare l’uranio!
Mangiamo ogni giorno cibi radioattivi e nemmeno ce ne accorgiamo. Difenderci è diventato quasi impossibile ed è per questo motivo che i versi della sensibile autrice mi hanno colpito.» di Sara Acireale
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