Scrivere

Quiete dopo la tempesta

Enrico Baiocchi
(Riflessioni)


Ha cancellato i passi
fatti insieme
lo sbadiglio muto
della memoria digitale,
tra strade franate
in un violento sisma,
di quattro mura
son rimaste le rovine,
e di una bici appena
lo scheletro spettrale,
il mare ha divorato
sabbia ed orme
mentre nel buio
che ha rivestito l’anima
si sente l’eco
delle risate cristalline.

Il sole è scomparso
dietro l’orizzonte
questo è ciò che resta
del suo passaggio,
prima un vento caldo
sulle loro vite,
ed ora, una coltre
fredda e devastante
ha inghiottito anche
il loro coraggio,
lasciando ombre
di persone sconosciute;
era sembrato oro
tanto era abbagliante,
ma era solo
un ingannevole miraggio
illusione ottica
di promesse arrugginite.

Urla nella quiete dopo la tempesta.
(266 letture dal 18/06/2019)
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1 commenti a questa poesia:
   «Di quel tutto divenire un niente. Lirica espressiva di distruzione.
Complimenti molto apprezzata.» di Paola Segatto
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